#66 - TROPPO...

... e minkia!

TROPPO

Magari vi aspettate qualcosa di divertente. Al contrario, ho bisogno di parlare della mia stanchezza: se non vi va di leggere un pò di afflizione, andate oltre.

È in corso un fenomeno del tutto nuovo: gli effetti della mia curiosità si stanno impadronendo di me. E non ce la faccio più a gestirli. Faccio davvero troppe cose, talmente tante che non saprei nemmeno elencarle. Il lavoro mi ha fatto ammalare tante volte, ma questo è un dolore diverso. È il dolore della consapevolezza: è impossibile stare dietro a tutto ciò che mi piace. Ogni cosa richiede troppo e non mi lascia libero di passare ad altro. Un pò come il colibrì: consuma, con il battito delle ali, talmente tanta energia che è costretto a saltare di fiore in fiore anche di notte.

Peraltro uno dei miei rari pregi è la velocità: sono una specie di futurista. Faccio tante cose anche perché so andare veloce. Ma, davvero, è come se il motore avesse sballato, fosse andato fuori giri. Eppure è davvero tanto tempo che sono così curioso, nemmeno saprei dire da quando e nessun segno di stanchezza si è mai manifestato. In più sono stanco fisicamente, mi vedo e sento ‘cadente’.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

La cosa divertente è che l'altro giorno, mentre questa triste consapevolezza mi accarezzava, ho deciso di cazzeggiare e mi sono dato ai soliti quiz sulla personalità che vagano in rete. Questo è il primo quiz che faccio proposto da un’assicurazione: tutti quelli che ho fatto erano solidamente scientifici e spesso ve li ho proposti su questa newsletter.

Per farla breve, il quiz, per arguire la mia personalità, mi fa una serie di domande ASSURDE, tipo:

  • il tappetino esterno di casa tua è quadrato o rettangolare o rotondo?

  • quanti anni ha tuo cugino?

  • si faranno o no le Olimpiadi a Tokyo?

  • é vero che il coniglio è la carne dei poveri?

Io rispondo, rispettoso ma svogliato. Ecco il risultato

Porca troia: sono io! C'ha preso!

Oddio, ripensandoci forse è un tantino troppo ‘over’ rispetto a me, però ho imparato che i tappetini di casa sanno molte cose di noi e che non vanno mai sottovalutati.

Approfitto dell'occasione per fare una precisazione. Io non leggo molti libri. Sono un normalissimo lettore di libri. Si, li leggo sempre, ma, ad esempio, la Signora ne legge molti più di me. Mia figlia è top. È pure vero che, in media, i miei libri hanno almeno 600 pagine (quello attuale ne ha quasi 7000), ma, come voi, li leggo prima di ‘addormentarmi’ e in vacanza. Peraltro a me stanno sulle palle i romanzi e leggersi un saggio o una storia vera a mezzanotte richiede una certa lentezza. Come se non bastasse, ho il difetto di non saper abbandonare un libro che non mi piace e quando succede me la prendo mooolto comoda.

Quello che mi contraddistingue è, invece, l'informazione. Non avete idea di quante cazzo di informazioni io legga ogni santo giorno. Ho decine di abbonamenti a giornali, riviste, newsletter, cartacei e online, italiani e stranieri, che vanno dalla microbiologia alla cosmologia, dall’intelligenza artificiale alla rivista dei carabinieri, dal The Guardian al NYTimes e al Corriere della Sera. Dalla migliore lavatrice da comprare ai bollettini statistici, dalla finanza alla letteratura. Li leggo tutti. Sempre.

Credetemi, non mi stupirei se realizzassi di leggere almeno 500 notizie al giorno. Sia chiaro: mica solo i titoli!

Si, lo so: la cosa è del tutto patologica. È un modo per controllare il mondo, travestito da curiosità senza fine. Non a caso non ricordo niente di niente di ciò che leggo. Ingurgito informazione ed espello subito dopo, all'infinito.

Di positivo c'è che quando trovo una storia interessante la metto tra i miei densissimi ‘preferiti’ e, prima o poi, ve ne parlo qui. Non solo: mi potete parlare di qualunque cosa e io so capire se, in linea di massima, mi state dicendo una stronzata o meno.

Qualcuno si potrebbe chiedere: ma dove trovi il tempo per fare tutto questo? E tutto il resto quando lo fai? Sicuramente togli tempo alla tua famiglia, al tuo lavoro!

Il fatto è che io sono… un futurista.

Un futurista al capolinea, a quanto pare.


MINKIA

Amo la Sicilia. Ci sono stato un sacco di volte, per lavoro e per piacere.

Tanti anni fa un mio amico ci invitò al suo matrimonio, in Sicilia. Io e la Signora decidemmo subito di agganciarci una settimana di ferie, con l'obiettivo specifico, da me imposto, di tornare in un agriturismo sperduto e mangiare una pasta al pesto alla trapanese che, anni prima, aveva seriamente messo a dura prova la mia laicità.

Mentre arriviamo a Taormina in macchina mi fermo a comprare un pò d'acqua, perché ho sete e fa caldo.

Apro distrattamente la bottiglia, bevo un sorso e…..bestemmio come un turco. Si perché avevo dimenticato di dire all'omino del bar che la volevo LISCIA!

Si, io odio le bollicine. Il gas addizionato nelle bevande mi spacca lo stomaco, anche in dosi microscopiche. Minkia che dolore.

Morale: dopo due minuti mi sento male e la Signora è costretta a portarmi in ospedale. Staziono qualche ora nell'ospedale del paesello di turno, mi sparo tre flebo, faccio rutti giganteschi e… via per una nuova avventura.

Arrivo sulla scena del delitto (il matrimonio) : lo sposo mi affida una videocamera superfiga e mi incarica ufficialmente di registrare la cerimonia in nome e per conto delle sue famiglie (quella vecchia e quella nuova). Mi spiega come funziona l'attrezzo e va al patibolo.

Io, fedele al compito, inizio a registrare. Mi muovo con una certa scioltezza, mi insinuo negli angoli della chiesa alla ricerca dell'inquadratura artistica, occupo l'altare per salvare le emozioni, inquadro le firme dei testimoni per consolidare la solennità del patto. Insomma, mi ci impegno. Sono stato fortunato a essere scelto per una cosa così importante.

Ristorante con affaccio sul mare, cibi from Trinacria in abbondanza. Io sono ancora debilitato dall'acqua gasata. Mastico cibo e basta. In più mi gira tutto intorno, come se la telecamera si fosse impossessata di me.

Ma il giorno dopo un'alba indimenticabile mi fa promessa che il pesto alla trapanese sarebbe stato buonissimo. Il posto è lontano ma la méta è golosa.

Ogni mezz'ora chiamo l'omino dell'agriturismo per dirgli dove siamo e, ogni volta, per fargli una richiesta in più sul piatto di pasta col pesto alla trapanese (Marco, tu capisci).

A un certo punto, alla 56489467ma curva, mi fermo e… vomito pure le mazze.

Non a causa delle curve: quel fottuto sorso di anidride carbonica ancora circola tra le mie vene e i miei villi intestinali.

Appena arriviamo ricevo una telefonata. È lo sposo.

“Corrado, cosa hai fatto? “

“Perché? “, rispondo io.

“Il nastro è nero. Non c'è niente “.

“In che senso? “

“Non esiste il filmino della cerimonia. È tutto nero.”. “Io non posso rivedere il mio matrimonio”.

Non ci crederete, ma questa cosa non mi ha fatto nascondere per la vergogna. Infatti ero sicurissimo di aver eseguito alla lettera le sue istruzioni e che, si, avevo tolto il tappo.

Sicuramente fu colpa di quelle cazzo di bollicine portasfiga: prova ne fu il fatto che gli spaghetti col pesto alla trapanese sapevano di brodo d'ospedale.

Ovviamente in Sicilia torno appena posso, ma non è raro vedermi in qualche ristorante che faccio casino con la forchetta, mentre la uso per girare, dentro il bicchiere, la birra di turno o l'aranciata che mia figlia ha lasciato: quelle cazzo di bollicine devo ucciderle tutte!


MA SIETE SCEMI?

Mi è capitato di leggere un articolo sulle chiese più belle del mondo.

Scorro l’elenco - e le relative foto - e mi accorgo che c’è solo 1 chiesa italiana: il duomo di Milano.

Mavaffanculovà! Ma siete scemi?

Allora gli ho scritto una mail di protesta. “Ma siete deficienti? A Roma siete mai stati? In Italia siete stati solo a Milano? Adesso scrivo al Papa e gli segnalo il vostro articolo del cazzo!” E se lo dico lo faccio!

Vediamo cosa succede. Stay tuned.


DIMENTICAVO (per chiudere in allegria)…

A) Questa newsletter avrà presto una sezione permanente dedicata al green action: vi costringerò a fare cose per salvare il mondo (e i vostri figli/nipoti).

B) 21 persone, tra cui Liang Jing (31 anni, campione di ultramaratona) sono morte dopo che la pioggia gelata e il forte vento hanno colpito, all’improvviso, una corsa in montagna di 62 miglia nel nord-ovest della Cina. Si chiama extreme weather e sarà una costante per tutti, a breve. Non è pessimismo, è scienza.

C) In America le agenzie immobiliari iniziano a vendere casa integrando i documenti contrattuali con report sui rischi climatici a cui la casa potrebbe essere esposta.

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